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Escursioni

VISITE CULTURALI - Dubrovnik, Mostar and Međugorje

Molte città e siti della Croazia sono iscritte alla lista dei monumeti patrimonio dell'umanità stilata dall'UNESCO. Trogir ne fa parte. Con partenza da Trogir organizziamo visite culturali verso la città di Dubrovnik, nota anche come "Perla dell'Adriatico", ma anche verso le città della vicina Bosnia. Mostar, famosa per il suo ponte e Medjugorje, città del culto mariano.

Dubrovnik
Partenza all'alba. Arrivo a Dubrovik dopo circa 4 ore di viaggio in pullman. Visita panoramica della citta e visita guidata del centro storico (circa un'ora e quindici minuti). Tempo libero per eventuale pranzo, bagno al mare o passeggiata. Partenza da Dubrovnik per le 16h. Rientro previsto per le 20:30h..

Prezzo da:
63,00 Euro
Servizi inclusi: trasposto e visita guidata della città di Dubrovnik
prenota ora
La città di Dubrovnik
da Wikipedia...

La città venne fondata col nome di Ragusium nella prima metà del VII secolo ad opera degli abitanti della vicina città di Epidaurum (l'attuale Ragusavecchia o Cavtat) in fuga dalle invasioni degli Slavi e degli Avari. Successivamente, la città entrò sotto la protezione dell'Impero Bizantino ed iniziò a sviluppare un fiorente commercio nell'Adriatico e nel Mar Mediterraneo orientale. Nel XI secolo Ragusa era ormai una florida città mercantile e grazie alla salda alleanza con Ancona riuscì a resistere allo strapotere veneziano in Adriatico e poté svilupparsi ulteriormente come repubblica marinara. Caduta Costantinopoli durante la IV Crociata (1204), la città passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia e tale rimase, seppur con brevi interruzioni, fino al 1358. In questo periodo Ragusa mutuò dalla Serenissima il proprio assetto istituzionale.

Approfittando della sconfitta dei Veneziani (1358) per opera dell'Ungheria, Ragusa si sottomise formalmente a quest'ultima in cambio di un tributo annuale, che si pagava sia in termini di denaro che di imbarcazioni, garantendosi tuttavia un'indipendenza di fatto. Ottenuta in questo modo la libertà i cittadini poterono di nuovo scegliere un proprio assetto istituzionale eleggendo un consiglio cittadino e un proprio senato. Ragusa iniziò a prosperare grazie ad una spiccata attitudine mercantile ed all'abilità dei suoi governanti. Nel giro di pochi decenni la città divenne un primario centro commerciale e culturale e giunse a rivaleggiare con la Serenissima Repubblica di Venezia. Neppure il declino della potenza ungherese (battaglia di Mohács, 1526) riuscì a scalfire la prosperità di Ragusa: la città si diede, così come aveva fatto con gli ungheresi, all'Impero ottomano e preservò ancora una volta, tramite il pagamento di un tributo, la sua sostanziale indipendenza.

Nel 1416 la repubblica di Ragusa fu il primo stato europeo ad abolire la schiavitù e l'uso degli schiavi.
La rinascimentale Fontana di Onofrio
La prima fase del declino della città è dovuto alla scoperta dell'America nell'anno 1492 che escluse il Mediterraneo dalle principali rotte commerciali.

Ma solo con il dominio Ottomano del XVI secolo iniziò per la città un lento quanto inarrestabile declino, accelerato soprattutto dal terribile terremoto del 6 aprile 1667, che rase al suolo gran parte della città facendo 5.000 vittime. Ragusa risorse velocemente dalle macerie dotandosi di un impianto urbanistico moderno grazie all'attività di molti scalpellini, ma la ripresa fu parziale e di breve durata. La città venne sempre più a dipendere dal gioco delle potenze straniere e poté conservare la sua indipendenza solo grazie alla sua modesta importanza. Nell'anno 1806 la città venne occupata militarmente dalle truppe napoleoniche, e nel 1808 un proclama del Maresciallo Marmont pose fine alla secolare repubblica di Ragusa. L'amministrazione francese la riconobbe parte del Regno d'Italia napoleonico nel 1808 e successivamente venne annessa alle Province Illiriche nel 1809.

Assegnata definitivamente all'Austria con il Congresso di Vienna (1815), Ragusa fu unita alla Provincia della Dalmazia e rimase fino al 1918 (termine della prima guerra mondiale) sotto il dominio diretto degli Asburgo. Fu in questo periodo che la città divenne teatro di uno scontro dovuto alla formazione delle varie coscienze nazionali, che tendevano ad attribuire a sé non solo il territorio comunale, ma anche l'antica e gloriosa storia della millenaria repubblica marinara. Questo scontro vide tre componenti in campo: quella croata - maggioritaria - quella serbo/montenegrina e infine la componente italiana: ognuna si organizzò in un partito e per un certo periodo di tempo serbi e italiani si coalizzarono in funzione anticroata, riuscendo anche a far eleggere come podestà di Ragusa l'autonomista italiano Marino Bonda fino al 1899; sempre il Bonda fu l'ultimo esponente Italiano di Dalmazia eletto al Parlamento imperiale di Vienna. Successore di Francesco Ghetaldi-Gondola autonomista come Podestà di Ragusa. Nello scontro serbo/croato sulla paternità etnico/storica della Repubblica di Ragusa si possono vedere in filigrana alcune delle motivazioni che cent'anni dopo avrebbero portato i governanti serbo/montenegrini ad accampare diritti sulla città.

Nel 1919 Ragusa divenne parte del neonato Regno di Jugoslavia e nell'aprile 1941 fu occupata militarmente dal Regno d'Italia per un paio di anni. Nel settembre 1941 Mussolini ne propose l'annessione al Governatorato della Dalmazia (cioè al Regno d'Italia) con la creazione della Provincia di Ragusa di Dalmazia, che pero non fu fatta per l'opposizione del croato Ante Pavelić.[4] Successivamente, dopo la seconda guerra mondiale, Ragusa fece parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

In seguito alla dissoluzione di quest'ultima ed alla successiva guerra in Jugoslavia, la città si trovò quasi sulla linea del fronte ed il 6 dicembre 1991 venne bombardata dalle forze armate jugoslave (in particolare montenegrine) dalle montagne alle spalle della città. Le bombe causarono molte vittime e non risparmiarono neppure il centro storico, che venne notevolmente danneggiato. Con la fine delle ostilità la città si è velocemente ripresa ed ha ripreso infine la sua vocazione culturale e turistica. Il santo patrono di Ragusa è San Biagio (nel dialetto croato della città: sveti Vlaho; o in croato: sveti Blaž). Nella chiesa a lui dedicata è conservato il cranio in un ricco reliquiario a forma di corona bizantina, che viene portato solennemente in processione nella ricorrenza del santo, che secondo la leggenda e la tradizione popolare, difese e protesse la città da un'aggressione della repubblica di Venezia.…
Mostar & Međugorje
07:00 - 07:30 partenza dalla Riviera di Trogir
10:30 - 11:30 arrivo a Mostar, tempo libero
per visitare la città
11:30 -13:30 tempo libero per pranzare
15:00 - 17:00 arrivo a Medugorje, tempo libero
per visitare la città
19:30 rientro a Trogir Trogir

Prezzo da:
65,00 Euro
Servizi inclusi: trasporto
prenota ora
MOSTAR & MEĐUGORJE
In molti, ed in molti modi, hanno interrogato i veggenti sull'aspetto della Vergine e su quanto in generale accade nella parrocchia di Medjugorje. In tutto questo è riuscito particolarmente bene Fra Janko Bubalo appartenente ai francescani dell'Erzegovina e letterato. Ha seguito fin dall'inizio le apparizioni a Medjugorje. Per anni è venuto a Medjugorje a confessare ed ha quindi acquisito esperienza sulla spiritualità di Medjugorje, come testimonia la pubblicazione del suo libro "Mille incontri con la Vergine a Medjugorje" (1985). Ha riscosso successi e premi a livello mondiale. Nel libro la veggente Vicka parla delle sue esperienze. In aggiunta a questa conversazione, Fra Janko ha parlato degli stessi argomenti anche con gli altri veggenti. Alla fine ha pubblicato solo il colloquio con Vicka poichè gli è sembrato che lei avesse risposto in maniera più esauriente alle sue domande. Le opinioni di tutti gli altri veggenti non si discostavano dalle sue. Come già detto, ha parlato più volte con i veggenti dell'aspetto della Madonna e nulla è stato pubblicato che essi non avessero preventivamente approvato.

E' trascorso del tempo e si sono moltiplicati i tentativi di rappresentare l'immagine della Vergine. Numerosi tentativi sono risultati in contrasto con quello che i veggenti avevano detto. Per far ordine in tutto questo Fra Janko, nonostante la sua età (è nato nel 1913), ha deciso di fare un altro tentativo. Ha consegnato a tutti i veggenti un elenco di domande che riguardano l'immagine della Vergine. La maggior parte dei veggenti ha accettato il tentativo di Fra Janko (Ivan Dragićević, Vicka Ivanković, Marija Pavlović, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragićević). Tutti hanno controfirmato le proprie risposte il 23 luglio 1992. Jakov Čolo non ha risposto al questionario per giustificati motivi, ma è d'accordo con quello che hanno detto gli altri veggenti e non ha nulla da aggiungere.

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Il fascino di Mostar, capoluogo del Cantone Erzegovina-Neretva e antico crocevia di popoli e civiltà, risalta oggi con forza rinnovata, grazie ad un costante lavoro di ricostruzione che, a partire dal 1995, ha permesso alla città di tornare alla vita normale dopo i pesanti bombardamenti dei primi anni '90. A causa della posizione geostrategica, Mostar è stata duramente danneggiata dagli ultimi scontri bellici. Lentamente la situazione è migliorata. Oggi, passato e presente convivono in un contesto urbano che racconta una storia complessa, fatta di luoghi, persone e avvenimenti che emozionano chiunque si trovi a visitare questa suggestiva cittadina. Come molte città antiche, Mostar è cresciuta gradualmente nel corso del tempo vantando una storia di oltre cinque secoli.

L'antico centro cittadino, situato lungo entrambi i lati del famosissimo Stari Most (Ponte Vecchio), rappresenta un'attrazione davvero unica: accompagnati dal fruscio turbinoso del fiume smeraldo, la Neretva, i visitatori possono ammirare i simboli della città vecchia, il quartiere di epoca ottomana con splendide moschee del XVI secolo, torri, case e bagni turchi, oltre alle numerose piccole botteghe artigiane dei kujunžije (battitori di rame) che animano le strade con il brulicare delle loro attività quotidiane. La città è caratterizzata dall'incontro e dalla convivenza delle quattro etnie religiose presenti nel territorio – cattolici, ortodossi, islamici ed ebrei – e questo costituisce larga parte del suo fascino.

Mostar è anche un gioiello incastonato in una natura rigogliosa e incontaminata: per questo, oltre che per le sue emergenze artistiche, ha da sempre attratto sia turisti che pittori e poeti che l’hanno visitata, amata e immortalata nelle loro opere. Mostar è, infine, un luogo che incanta per la sua storia e la sua cultura, frutto dell'incontro tra oriente e occidente, una miscellanea di tesori ed essenze che ancora si respira nell'atmosfera passeggiando per le sue antiche strade.




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